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La situazione in questione, se mal gestita, può essere complicata.
Il cane di casa, che ormai ha 7 anni, è abituato a vivere con il suo compagno deceduto e la sua famiglia umana, inserire al suo interno un piccolo cucciolo potrebbe sconquassare i suoi equilibri. Il comportamento di aggressività invece, può essere considerato abbastanza normale: è quasi normale infatti che un maschio adulto, non vada d'accordo con gli altri cani maschi. Se decidesse comunque di prendere un cucciolo, meglio sarebbe tentare con una femmina. Anche in una prospettiva a lungo termine, sarà sempre più facile che il maschio di casa accetti l'intrusione di una femmina, che di solito è più disposta a sottomettersi, che non di un cucciolone, in cerca di affermazione personale! Di solito è facile infatti che tra maschio e femmina si stabilisca un rapporto gregario. Il comportamento più giusto da tenere al momento dell'inserimento del cucciolo, è quello di lasciarlo libero in cortile e magari far avvicinare il cane di casa tenendolo a guinzaglio.
Non c'è bisogno della museruola, se si ha un buon controllo del cane, che va lo fatto avvicinare piano, mentre gli si parla dolcemente e lo si accarezza, cercando insomma di fargli capire che sta per succedere una cosa bella, che si sta per fare un bel incontro. Se il cane dovesse abbaiare o ringhiare al cucciolo, va immediatamente sgridato. Il cucciolo invece non corre troppi rischi; denti aguzzi e abbai prepotenti, in natura sono forse una delle prime cose a cui vanno incontro i cuccioli che lasciano la tana della madre e a questo sanno far fronte da soli: di solito si mettono a pancia in su, tirano indietro le orecchie e mettono la coda tra le gambe, proprio per far capire a chi sta davanti che non sono una minaccia ma anzi stanno mostrano tutta la loro vulnerabilità. Se il cane è abbastanza equilibrato e ben socializzato, dovrebbe capire questi comportamenti e non mordere il piccolo. Nei giorni successivi non bisogna trascurare il cane di casa; succede di frequente infatti che quando si ha per le mani un cucciolo si sia presi totalmente da lui e dalle cure che ci chiede, rischiando di far passare in secondo piano chi, fino a ieri, era "padrone" delle nostre attenzioni.

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