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a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

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Cambiamenti

D1. Cara dottoressa, le scrivo perchè non so più come affrontare un problema che mi condiziona le giornate. Possiedo, da quando è cucciolo, un Greyhound di 5 anni; è sempre vissuto con me e con mia madre. Io lavoro, esco presto e torno tardi; lui è sempre stato molto legato a me, sono il suo punto di riferimento direi! Quando stavo con mia madre, lei si occupava di dargli il cibo e portarlo a spasso quando ero assente ed al mio ritorno portavo il cane a giocare per almeno 2 ore al giorno. Quando era necessario lasciarlo solo in casa, dovevo prima uscire io e poi uscire mia madre, stava quindi tranquillo per 3/4 ore, viceversa ululava come un matto tutto il tempo. Ora ho cambiato casa e vita ed il mio cane ha cambiato vita con me. Ho comprato una casa con giardino (apposta per lui!), tutto nella nuova casa è una novità, ma dopo i primi giorni nei quali mi seguiva anche in bagno, direi che si è ambientato. Il problema è che assolutamente non sta neppure un minuto da solo!!!! Ho provato gradualmente, uscivo e rientravo con indifferenza, senza dare importanza alla cosa, pochi minuti, poi sempre più, ma niente, non cambia nulla. Ha lo stesso atteggiamento sia con me ( in modo più accentuato) che con il mio fidanzato: entra in ansia, sembra preso dal panico, occhi iniettati di sangue, ululati strazianti, fiatone, agitatissimo e non smette! Per il resto è un cane molto ubbidiente. Devo confessare che è molto viziato, stracoccolato e forse io sono troppo apprensiva e protettiva....... Che posso fare?
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

L'amore che percepisco lei prova per il suo cagnolone, l'ha aiutata ad inquadrare bene il genere di disagio che il suo amico probabilmente prova in questo momento. Come lei stessa mi racconta lui ha cambiato vita con lei…e con molta probabilità gli equilibri che lo rassicuravano sono andati perduti, ha bisogno quindi di farne di nuovi, ma forse necessita di un "aiutino"! I Grey sono molto abitudinari e si affezionano in modo smisurato al padrone e questo, se da una parte aiuta perché acconsentono ad essere cani ubbidienti, dall'altra può provocare nel cane problemi legati ad ansia diffusa, un po' come sta succedendo al nostro amico. Stare da solo in un luogo poco conosciuto probabilmente genera in lui uno stress troppo grosso per essere contenuto, anche se la richiesta è del tutto adeguata (4/5 ore da passare da solo è un'impresa fattibile per un cane adulto). Credo quindi che il suo grey non abbia altro, se non un ansia dovuta ad un profondo mutamento del suo habitat. Per quanto riguarda lo stare solo, potremmo provare ad interessare la sfera ludica del cane, cosa che aiuta ad abbassare l'ansia. A tale proposito potrebbe risultare utile l'utilizzo di un kong! Il kong è un gioco di forma concava al cui interno è possibile nascondere biscotti o carne macinata o il pappone. In questo modo, tentando di arrivare al cibo il cane passa il suo tempo attivando i suoi schemi comportamentali e cognitivi e piano piano si "distrae" dalla sua ansia. E' possibile reperirlo nei negozi d'animali, ci sono di diverse grandezze e durezze. Ovviamente il cane deve avere uno stimolo forte verso il cibo e questo non sempre lo si ha nei levrieri….ma molto dipende da soggetto a soggetto. Insomma penso proprio che il suo problema, se ben seguito, possa essere risolto… o almeno ci possiamo provare!

 

D2. Salve dottoressa, vorrei un parere sul mio caso: io ho con me un Labrador maschio ed ho conosciuto da poco un ragazzo che ha anch'egli un canino, un meticcio tipo setter molto docile e dolce, mentre il mio è esuberante e un po' possessivo. ma non aggressivo. Io ed il mio ragazzo siamo molto preoccupati perché i nostri rispettivi cani si sono visti poche volte ma si abbaiavano contro, mi chiedo come faremo a farli andare d'accordo?
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

Carissima, non sa quanto la capisco! Quando ho conosciuto il mio fidanzato lui aveva due cani ed io la mia Camilla…che strazio le prime passeggiate tutti insieme!!!! 
Adesso siamo una grande tribù: ognuno ha un suo status gerarchico e capita più di frequente che litighino i bipedi di casa che non i quadrupedi! 
Che fare quindi?? Allora anzitutto non scoraggiatevi: i due i ringhiano ed è abbastanza normale. Di solito se i cani sono equilibrati, dopo uno studio approfondito dei due, questi stabiliscono un proprio equilibrio. Cominciate quindi a mettere in atto delle vere e proprie strategie: ad es. incontratevi in un luogo sicuro dove i cani possano essere sciolti (un area recintata magari o altro, dove non ci sono pericoli o distrazioni), arrivate lì ognuno con il proprio cane, dopo esservi incontrati, cominciate a passeggiare tranquillamente ignorando apparentemente i due (ovviamente buttateci uno sguardo!). Se il lasciarli sciolti non è possibile, al guinzaglio incontratevi sempre in posti tranquilli; fate annusare i cani che, con il loro rituale, sanno d'istinto come conoscersi e procedete la passeggiata insieme. Se uno dei due si mostra irrequieto (magari tenta di mordere l'altro o abbaia, sgridatelo e dopo interrompete...vuol dire che per lui è già sufficiente così, la prossima volta si dimostrerà sicuramente più paziente) Non date in alcun modo relazione al cane dell'altro, in sostanza ognuno si occupi del suo: lo chiami, lo distragga con qualche coccola se vede che l'atmosfera si fa tesa. Quello che è importante è che non si creino gelosie inutili, visto anche che il suo cane è possessivo nei suoi confronti. I vostri cani devono capire che nessuno sta usurpando il proprio posto, ma che solamente si può dividere del tempo (per adesso solo quello) con altri amici, umani e canini. Se c'è in programma una convivenza cercate di attendere un po' almeno fin quando i due giovanotti non si sopporteranno. In una buona percentuale dei casi comunque, dopo un po' di tempo e con molta pazienza, i cani possono divenire amici; se lasciati liberi di stabilire una gerarchia tra loro (come tra l'altro farebbero in natura), il che può comportare alle volte anche ringhiata, riescono appunto a trovare un loro equilibrio nel quale uno dei due domina sull'altro, non in modo autoritario ma autorevole. Cominciate quindi con questi piccoli accorgimenti e vediamo un po' come vanno le cose. Nel caso che ci fossero degli attriti troppo forti tra i due, potremmo prendere in considerazione di usare dei Fiori di Bach per entrambi.

 

D3. Ho un meticcio adorabile di quattro anni e mezzo. Abbiamo sempre vissuto soli e in simbiosi perfetta... lui leader indiscusso del "castello" ma estremamente docile e affabile con tutti (cani e persone). Otto mesi fa mi sono sposata e chiaramente ci sono stati cambiamenti: qualche divieto che prima non ci si sognava neppure (no al letto, al divano, al muso sul tavolo ecc...). Al Cane non manca nulla, anzi ha coccole in più e uscite extra. Ma mi sembra che nonostante tutto soffra per qualcosa, non riesco a percepire il problema, ma ho come l'impressione che qualcosa me la voglia dire... puo' un cane amato e coccolato soffrire di solitudine?
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

l'amore che prova per il suo cane si sente, è percepibile nei dettagli del suo racconto e si capisce dall'attenzione che lei ha per lui. Tutto questo per dirle che qualsiasi cosa egli possa avere, passerà! 
Questo non vuol dire che non vada sostenuto ed aiutato: proprio come noi, anche i cani hanno bisogno di un periodo di assestamento quando un equilibrio a loro noto si perde. Vanno aiutati a capire, a trovare un nuovo equilibrio soddisfacente. Un po' come quando noi umani attraversiamo i così detti "periodi di crisi": quando siamo adolescenti, quando finiamo le scuole e dobbiamo trovar lavoro, quando ci sposiamo, quando abbiamo dei figli, quando invecchiamo. I nostri equilibri che prima erano essenziali per vivere, vengono sconvolti, è come se non bastassero più, come se da fuori l'ambiente ci chiedesse altro. Questo può accadere anche per condizioni belle, ad esempio il matrimonio stesso: quando due persone si sposano si trovano a dover affrontare una nuova vita, devono riassestare le proprie routine, i propri bisogni, devono compiere una vera e propria riorganizzazione, una cosa che si fa con piacere certo, perché ci porta a nuove felicità, ma che comprende uno sforzo inconscio, uno stress benefico, che ci porta a nuovi equilibri, più soddisfacenti.
Il suo cane, lei mi racconta, viveva in un "castello" dove voi eravate nucleo essenziale, bastavate a voi stessi, dettavate regole, condizioni e gratificazioni. Poi il nucleo si allarga, compaiono nuove esigenze, il campo d'azione si restringe e le cose, anche solo imparte, cambiano. I "divieti" che lei mi racconta, se da una parte sono ora necessari, dall'altra possono essere pesanti: no al letto, al divano ecc…e non tanto perché sono "divieti" in senso stretto, ma perché vanno a minare una intimità che, tra lei ed il suo amico peloso, doveva essere forte. Quindi in sostanza, la mia risposta è sicuramente affermativa: un cane può soffrire di solitudine, può essere triste, deluso, può sentirsi in qualche modo limitato e respinto…proprio come noi, quando ci piace una cosa, qualsiasi essa sia, quando non abbiamo più la possibilità di farla ci sentiamo "frustrati", una condizione psicologica forte e stressante, il risultato di una limitazione che viene da fuori e ci impone di reprimere un possibile condizione piacevole. Escluso che il cane abbia una qualsiasi patologia di tipo organico (questo lo do per scontato visto proprio la sua accortezza), può essere che si senta "un po' giù", magari che mangi meno del solito, o con meno voracità; che abbia lo sguardo spento; che sospiri spesso; che trovi meno interessante cose che prima gli piacevano molto…ecco questi, insieme a molti altri potrebbero essere segni di un distress, una condizione di disagio. Non so bene come il cane sia stato preparato ai cambiamenti matrimoniali, se ha anche cambiato ambiente, magari. Ogni cosa infatti andrebbe fatta per gradi proprio per aiutare il cane a comprendere che, anche se ci saranno dei cambiamenti, l'affetto per lui resterà immutato. Come proseguire, quindi? E' possibile che il suo cane si adatti spontaneamente alla nuova situazione, il tempo è avvolte un ottimo dottore (e ciò succede nella maggior parte dei casi) ma può anche essere che abbia bisogno di un aiuto, un sostegno, affinché magari questo processo naturale venga vissuto con maggior serenità ed i tempi minori. Potemmo quindi magari aiutarlo con dei Fiori di Bach e procedere con qualche espediente di carattere comportamentale, come ad es. posizionare la sua cuccia in un ambiente favorevole o cercare di ritagliare spazi dove voi due potrete ritrovare un po' di complicità.

 

D4. Buonasera dottoressa, le scrivo perchè ho un grosso problema con la mia adorata dobermann, che vive con me e la mia famiglia da 14 anni. Negli ultimi due anni, dopo la scomparsa di mia madre, la nostra cagnolona ha manifestato una certa inquietudine, che ho pensato fosse dovuta al cambiamento delle abitudini familiari e sicuramente anche all'età. Dall'ultimo anno in particolare, ha dei comportamenti che definirei "regressivi", nel senso che sembra che faccia i capricci e i dispetti come quando era cucciola. Oltre a defecare ovunque per tutta la casa (cosa che ha sempre fatto soltanto in giardino) e addirittura nella cuccia, fa delle cose che sa benissimo esserle vietate e per le quali ovviamente verrà sgridata, come ad esempio entrare in camera da letto e salire sul letto, o sul divano. Quando era cucciola ci provava sempre, poi si è rassegnata e ha smesso; ora invece, basta un attimo di disattenzione, che lei se ne approfitta subito. Ora, premesso che da sempre la dobermann riduce a brandelli anche le coperte che le metto in cuccia e dato che metto in conto un comportamento capriccioso e provocatorio dovuto all'età (simile al comportamento di certe persone anziane), mi chiedevo, secondo il suo parere, cosa sta succedendo al mio cane?
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

Potrà sembrare forse strano e sicuramente riduttivo, ma con molta probabilità, la sua dobermann sta solo diventando anziana. Anche negli animali, proprio come in noi umani, con l'età possono sopraggiungere delle patologie legate ad una demenza senile più o meno marcata. Questo, oltre a portare cambiamenti a livello fisiologico, conduce a una progressiva destrutturalizzazione del carattere e del temperamento, esattamente come avviene in noi esseri umani col sopraggiungere dell'età! Con il divenire anziani si cambia insomma, non solo a livello fisico ma anche psicologico; questo succede nell'uomo così come nei nostri amici a quattro zampe. Capita infatti che i cani, con il progredire dell'età, vadano incontro a diverse problematiche legate proprio a questo spettro: possono scambiare il giorno con la notte, possono avere irrequietezza, fissarsi su cibo o giochi particolari, diventare irascibili senza motivi evidenti e molto altro ancora. L'età dell'amica in questione mi porta a pensare proprio che, i comportamenti che adesso mette in atto, siano legati a questo. Quattordici anni sono molti, soprattutto per un cane di mole medio-grande come il dobermann. Sicuramente la perdita di sua madre sarà stata, anche per la cagnolona di casa, un momento delicato che può aver accelerato un processo già in atto: un po' come una molla che da il via ad un meccanismo pronto per scattare, visto anche che questo triste episodio è avvenuto quando la cagnolona aveva già 12 anni. Certo sapere o tentare di capire il perché di questi problemi, non li risolve: che fare quindi? Le consiglio di rivolgersi (nel caso ancora non lo aveste fatto) al vostro veterinario di fiducia, quello che ha sempre seguito la vostra amica pelosa per le solite routine della vita di un cane: fategli presente il problema e sentiamo cosa ne pensa lui e nel caso, quali farmaci può consigliarci. Aspetto quindi di sapere cosa vi consiglia e semmai, in un secondo momento, potremmo prendere in considerazione la possibilità di aiutarla con metodi palliativi olistici, che non risolvono il problema di fondo, ma possono aiutarla e aiutarvi a gestire più o meno la situazione.

 

D5. Gentilissima Dottoressa, sono la padrona di una dolcissima westie, che ha 9 anni ed è molto gelosa di tutti noi. Non possiamo avvicinarci al altri animali che lei non protesti abbaiando e cercando di prenderli. La nostra cagnolina è sempre stata trattata come un membro della famiglia. Da circa 10 mesi ho avuto un bambino che lei, non le nego, ha avuto un po' di difficoltà ad accettare, ma adesso sopporta a distanza. il problema è che per un amore antico di mio marito per i gatti, adesso vorremmo prendere una gattina appena nata e vorrei sapere come inserire al meglio il nuovo arrivo senza far soffrire la cagnolina di casa.
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

Sicuramente nella vostra cagnolina scorre sangue venatico, non dovete infatti dimenticarvi mai che è comunque un terrier! Anche se l'ostilità verso gli altri animali è sicuramente legata ad una gelosia nei vostri confronti, è pur vero che il westie è un cane che per secoli è stato usato per la caccia, come tutti i terrier del resto. Non ci sarebbe quindi da meravigliarsi se la cagnolina non gradisse un gatto in casa. Se graduale, si potrebbe comunque tentare l'inserimento del micio, l'unica cosa che mi "preoccupa" è invece il momento. Mi spiego meglio: per la vostra amica pelosa gli ultimi tempi sono stati ricchi di novità, l'arrivo del bebè avrà inevitabilmente scombussolato la vostra vita e di riflesso la sua. Questa nuova presenza, che lei sembra comunque tollerare, unita all'arrivo di un nuovo elemento (il gatto appunto) potrebbe essere troppo e in poco tempo. Un po' come se avvenisse un surplus di novità che devono essere gestite nella giusta maniera; se questo non dovesse accadere, potrebbe minare la stabilità del rapporto che voi avete con la cagnolina. Quindi se proprio suo marito non può rinunciare ad avere per casa un miciotto, potremmo tentare con un aiuto come il diffusore di feromoni gratificanti, che inducono nell'animale un senso di tranquillità. Questo potrebbe aiutare la piccola a superare i nuovi periodi. So che per voi, soprattutto con la nascita del piccolo, le cose sono cambiate, ma non dimenticatevi mai di coccolare la cagnolina . Cercate di comportarvi proprio come se fosse nato un fratellino ed il figlio più grande avesse, per questo, bisogno di maggiori attenzioni.