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a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

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Webmaster: Federico Vinattieri

 

“Volevo un suo parere circa l’opportunità di “chiudere” il mio cane che presenta tratti di fobia sociale, in un microcosmo che ormai conosce e non teme. In sintesi: quanto e come eventualmente “forzarlo” a esperienze diverse e quindi per lui traumatiche?”
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

I cani, come noi del resto, temono ciò che non conoscono, vivono di esperienze pregresse perché (a differenza dell’uomo) non hanno la capacità di concetti astratti e complessi. Per aiutare il suo cane dovrete cercare di aumentare le sue esperienze piacevoli in quei luoghi e tempi che lo rendono pauroso. Chiuderlo in un “microcosmo” è sicuramente più facile e creerà meno stress a lei ed a lui, ma perché privarlo e privarvi di qualcosa? Lei stesso mi dice che ormai il suo amico ha un suo giretto collaudato, che sarà fatto di strade conosciute, odori noti e persone fidate… ma non credo che sia stato subito così.
Magari all’inizio, durante le prime uscite, il cane provava paura anche in quei luoghi che poi, man mano, sono divenuti per lui familiari.
Ciò mi fa pensare che il nostro amico sia solo poco sicuro di sé, ma una volta capito che niente può succedergli si lasci andare.
Proviamo quindi ad usare il giretto collaudato come una base di partenza più che un oasi recluso: durante le tre uscite quotidiane cerchi di variare un po’ il percorso, magari cominciando con la strada che ormai si conosce, poi tagliando per un’altra che si conosce poco e poi ritornando per la strada conosciuta finendo sempre ai giardini dove sicuramente il cane ama andare.