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a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

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Fobia Sociale

“A settembre dell'anno scorso abbiamo adottato, presso un allevamento, una bouledogue francese di 7 mesi. Fin da subito ci siamo accorti che la cucciola sembrava parecchio intimorita dalle persone, mentre non lo era affatto dai cani di qualsiasi taglia fossero.
Anche con noi della famiglia ci ha messo un po' a prendere confidenza, ma il vero problema continuano ad essere “gli estranei” e con questi intendo anche le persone che ha visto solo qualche volta.
Posso quasi dire che il suo timore nei confronti delle persone non conosciute sembra una psicosi: portandola a fare una passeggiatina in città o comunque in luoghi affollati - come ad esempio un mercato – la cagna è palesemente spaventata e tende a paralizzarsi o a schiacciarsi al suolo, con un tremore evidente. Chiunque poi tenti di farle una carezza - esclusi noi della famiglia – non ci riesce: lei si scansa impaurita e si rifugia dietro le nostre gambe.
Questa situazione, per quanto comunque gestibile, ci crea preoccupazione, soprattutto perché abbiamo la sensazione che lei non si senta mai tranquilla, se non a casa nostra e, in una certa forma, condiziona anche il nostro rapporto con lei: per non farla soffrire tendiamo, qualora possibile, a lasciarla a casa piuttosto che a portarla a fare un giretto - ad esempio - per negozi, limitando, in un certo qual modo, le esperienze che potremmo vivere con lei.
Esiste, a suo parere e in considerazione del fatto che la cagnolina ha compiuto un anno a marzo, una speranza che riesca a superare queste sue difficoltà?”
Risponde la Dott.ssa Degl’Innocenti

Queste storie mi spiacciono sempre molto, perchè avere un cane dovrebbe essere prima di tutto un piacere, mentre vedere la paura nei suoi occhi ci provoca dispiacere ed ansia.
Ma non bisogna mai demoralizzarsi, qualcosa si può sempre fare....al massimo amare il nostro amico per ciò che è.....anche perchè, proprio come accadde per la nostra specie, quegli umani che in qualche modo la vita mette di fronte ad insicurezze e paure, sono proprio quelli che hanno maggiore bisogno di essere amati.
Sarà difficile che il cane in questione diventi un cuor di leone, ma magari il padrone e gli altri membri della famiglia potrebbero mettere in atto delle strategie per far fronte alle ansie del nostro amico, per cercare di sostenerlo.
Dal racconto si evince abbastanza chiaramente che il cane ha sviluppato quello che in psicologia si chiama “fobia sociale”, che per i cani può essere rivolta verso i cospecifici (sono cani che hanno paura degli altri cani o animali in generale, divenendo fin anche molto aggressivi) o verso gli umani...e questo mi sembrerebbe proprio il caso in questione!
Il perchè ciò sia avvenuto è difficile da stabilire,ma si possono fare sostanzialmente due ipotesi: una scarsa o tardiva socializzazione del cucciolo da parte dell'allevatore o lo sviluppo di un attaccamento insicuro tra il cucciolo e la madre.
Potrebbe darsi quindi che da piccolo il cucciolo abbia avuto poco a che fare con gli umani (fin da piccolissimi i cuccioli vanno abituati alla presenza dell'uomo, si raccomanda quindi agli allevatori di parlare e maneggiare i cuccioli fin da quando hanno pochissimi giorni, sempre in presenza della madre e mentre stanno portando avanti attività gratificanti come la suzione. Così impareranno pian piano ad abituarsi all'uomo ed al nostro modo di relazionarsi con loro, associandolo ad un aspetto piacevole della vita), oppure può darsi che abbia avuto un madre inesperta, poco materna o a sua volta molto timida e paurosa, che quindi non è stata capace di “insegnare” a far fronte alle esperienze del mondo, di essere per il piccolo una base sicura dove trovare accoglimento e conforto nei momenti di paura.
In ogni caso, potrebbe essere anche che il cane con fobia sociale sia timido e pauroso di natura, indipendentemente da fattori esterni: ogni cane, come noi, ha in sè dei tratti temperamentali che lo fanno essere unico rispetto agli altri; è come se dentro avesse un orma, un'impronta che lo indirizza ad agire in un modo invece che in un altro, a far fronte alla vita con determinati comportamenti invece che con altri.
Di conseguenza il cane risulta pauroso e agisce questa paura scappando, cercando un rifugio sicuro (le gambe del padrone magari), altri cani paurosi allo stesso modo agiscono questo stato ansioso mordendo, ringhiando mettendo in pratica l'aggressività, talvolta anche nei confronti dei padroni stessi.
Se si riflette, la stessa cosa vale anche per la nostra specie: ci sono delle persone talmente timide che risultano essere sfuggenti, taciturne, spesso poco comunicative, altre invece bilanciano la propria timidezza con una innaturale esuberanza, fin anche diventando arroganti, superficiali, o aggressivi verbalmente.
Cosa fare quindi?
Potremmo cominciare dando un aiutino al nostro paziente a quattro zampe, come ad esempio i fiori di Bach che, come per gli essere umani, non su tutti funzionano ma vista la totale assenza di controindicazioni vale sempre la pena di provare! Agendo sulla causa più che sul sintomo, il fiore di Bach può aiutare a ristabilire degli equilibri interni che sono stati alterati o che si sono trasformati in comportamenti non adattivi, sfruttando le forze interne presenti in tutti gli organismi viventi.
E’ importante anche continuare a portare fuori il cane, magari per tempi più brevi.
L'esposizione a ciò che fa paura deve essere graduale: si può cominciare con il fare delle brevi passeggiate non dove c'è folla, ma magari in strade più tranquille dove si possono incontrare poche persone.
Al momento che il cane sembra essere preso dal panico, è importante che il padrone non faccia lo stesso (i cani sentono il nostro disagio e ciò confermerebbe che c'è davvero qualcosa di cui aver paura), può invece assecondarlo (cambiare marciapiede può essere giusto per contenere la sua ansia) e distrarlo in qualche modo (ad esempio dandogli un comando e premiarla con un biscottino).
Allo stesso modo vanno sfruttati degli elementi di forza che il cane mette in pratica spontaneamente, ad es. se il cane sembra essere più attaccato ad un membro della famiglia, sarebbe bene che fosse questo a portarlo fuori qualche volta, mettendo in pratica gli stratagemmi che le ho accennavo.
Altra cosa che si potrebbe fare è invitare a casa delle persone.
Se si hanno degli amici consenzienti si può provare a farli venire a casa (mai più di due per volta, meglio se uno solo all’inizio), magari all'inizio il cane scapperà, ma poi può darsi che si faccia coraggio. Il cane va incuriosito, facendo dare agli invitati qualche bocconcino, oppure quel giochino che tanto gli piace. Non forzare comunque mai la mano.
Anche quando si esce per i bisogni consueti, è meglio non evitare gli altri, visto che tanto il cane in questione non ha paura dei cospecifici; può essere importante però che veda, anche da lontano, i padroni senza però che questi lo chiamino o tentino di toccarlo; se poi è possibile lasciarlo sciolto (sempre che non esistano pericoli quali macchine vicine ecc....e l'area sia ben recintata) è bene farlo, pregando sempre gli altri umani presenti di lasciarlo fare e non avvicinarsi.
E’ importante anche che il proprietario non abbia aspettative troppo alte riguardo ad un possibile cambiamento caratteriale del proprio cane, non perché questo potrebbe non avvenire ma perché, la ristrutturazione di schemi mentali e di coping richiede ovviamente tempi molto lunghi.
Magari pensate che con la vostra cagnolina siete stati un po’ fortunati, ma questo non vuole certo dire che lei non sia un ottima compagna di vita!
Se non la potrete portare a fare shopping non credo le vorrete meno bene.
La sua “riservatezza” la rende comunque speciale, sicuramente più sensibile della maggior parte dei bouledogue francesi, che di solito sono dei veri “manfani” al riguardo (il mio compreso: è un vero demonio quando si tratta di dolcezza e sentimenti...e le figlie non sono da meno!).
E’ possibile che la piccola migliori pochissimo nei suoi atteggiamenti o magari non migliori affatto, ma questo non vorrà dire che sia una cattiva cagnolina nè che voi siete dei cattivi proprietari: spesso, come accade con le persone stesse, noi tendiamo a farci un'idea di come gli altri dovrebbero essere per soddisfare le nostre aspettative (come dovrebbero essere i buoni genitori, i buoni amici, i buoni fratelli, i buoni cani), e troppo spesso ci dimentichiamo che ognuno è diverso e per questo può non assomigliare affatto a ciò che ci aspettavamo.
Ciò non vuol dire che sia un cattivo genitore o amico o compagno peloso: è solo diverso con magari delle caratteristiche che nemmeno avevamo preso in considerazione ma che ci rendono felici.
Magari la vostra cagnolina non sarà mai una piccola boxer in miniatura, non sarà estroversa con gli altri ma saprà (ne sono sicura) regalarvi tanta gioia, chiedendo in cambio un routine stabile e sicura.