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Queste storie mi spiacciono sempre
molto, perchè avere un cane dovrebbe essere prima di
tutto un piacere, mentre vedere la paura nei suoi occhi
ci provoca dispiacere ed ansia. Ma non bisogna mai
demoralizzarsi, qualcosa si può sempre fare....al
massimo amare il nostro amico per ciò che è.....anche
perchè, proprio come accadde per la nostra specie,
quegli umani che in qualche modo la vita mette di fronte
ad insicurezze e paure, sono proprio quelli che hanno
maggiore bisogno di essere amati. Sarà difficile che
il cane in questione diventi un cuor di leone, ma magari
il padrone e gli altri membri della famiglia potrebbero
mettere in atto delle strategie per far fronte alle
ansie del nostro amico, per cercare di
sostenerlo. Dal racconto si evince abbastanza
chiaramente che il cane ha sviluppato quello che in
psicologia si chiama “fobia
sociale”, che per i cani può essere rivolta verso
i cospecifici (sono cani che hanno paura degli altri
cani o animali in generale, divenendo fin anche molto
aggressivi) o verso gli umani...e questo mi sembrerebbe
proprio il caso in questione! Il perchè ciò sia
avvenuto è difficile da stabilire,ma si possono fare
sostanzialmente due ipotesi: una scarsa o tardiva
socializzazione del cucciolo da parte dell'allevatore o
lo sviluppo di un attaccamento insicuro tra il cucciolo
e la madre. Potrebbe darsi quindi che da piccolo il
cucciolo abbia avuto poco a che fare con gli umani (fin
da piccolissimi i cuccioli vanno abituati alla presenza
dell'uomo, si raccomanda quindi agli allevatori di
parlare e maneggiare i cuccioli fin da quando hanno
pochissimi giorni, sempre in presenza della madre e
mentre stanno portando avanti attività gratificanti come
la suzione. Così impareranno pian piano ad abituarsi
all'uomo ed al nostro modo di relazionarsi con loro,
associandolo ad un aspetto piacevole della vita), oppure
può darsi che abbia avuto un madre inesperta, poco
materna o a sua volta molto timida e paurosa, che quindi
non è stata capace di “insegnare” a far fronte alle
esperienze del mondo, di essere per il piccolo una base
sicura dove trovare accoglimento e conforto nei momenti
di paura. In ogni caso, potrebbe essere anche che il
cane con fobia sociale sia timido e pauroso di natura,
indipendentemente da fattori esterni: ogni cane, come
noi, ha in sè dei tratti temperamentali che lo fanno
essere unico rispetto agli altri; è come se dentro
avesse un orma, un'impronta che lo indirizza ad agire in
un modo invece che in un altro, a far fronte alla vita
con determinati comportamenti invece che con
altri. Di conseguenza il cane risulta pauroso e
agisce questa paura scappando, cercando un rifugio
sicuro (le gambe del padrone magari), altri cani paurosi
allo stesso modo agiscono questo stato ansioso mordendo,
ringhiando mettendo in pratica l'aggressività, talvolta
anche nei confronti dei padroni stessi. Se si
riflette, la stessa cosa vale anche per la nostra
specie: ci sono delle persone talmente timide che
risultano essere sfuggenti, taciturne, spesso poco
comunicative, altre invece bilanciano la propria
timidezza con una innaturale esuberanza, fin anche
diventando arroganti, superficiali, o aggressivi
verbalmente. Cosa fare quindi? Potremmo cominciare
dando un aiutino al nostro paziente a quattro zampe,
come ad esempio i fiori di Bach che, come per gli essere
umani, non su tutti funzionano ma vista la totale
assenza di controindicazioni vale sempre la pena di
provare! Agendo sulla causa più che sul sintomo, il
fiore di Bach può aiutare a ristabilire degli equilibri
interni che sono stati alterati o che si sono
trasformati in comportamenti non adattivi, sfruttando le
forze interne presenti in tutti gli organismi
viventi. E’ importante anche continuare a portare
fuori il cane, magari per tempi più
brevi. L'esposizione a ciò che fa paura deve essere
graduale: si può cominciare con il fare delle brevi
passeggiate non dove c'è folla, ma magari in strade più
tranquille dove si possono incontrare poche
persone. Al momento che il cane sembra essere preso
dal panico, è importante che il padrone non faccia lo
stesso (i cani sentono il nostro disagio e ciò
confermerebbe che c'è davvero qualcosa di cui aver
paura), può invece assecondarlo (cambiare marciapiede
può essere giusto per contenere la sua ansia) e
distrarlo in qualche modo (ad esempio dandogli un
comando e premiarla con un biscottino). Allo stesso
modo vanno sfruttati degli elementi di forza che il cane
mette in pratica spontaneamente, ad es. se il cane
sembra essere più attaccato ad un membro della famiglia,
sarebbe bene che fosse questo a portarlo fuori qualche
volta, mettendo in pratica gli stratagemmi che le ho
accennavo. Altra cosa che si potrebbe fare è invitare
a casa delle persone. Se si hanno degli amici
consenzienti si può provare a farli venire a casa (mai
più di due per volta, meglio se uno solo all’inizio),
magari all'inizio il cane scapperà, ma poi può darsi che
si faccia coraggio. Il cane va incuriosito, facendo dare
agli invitati qualche bocconcino, oppure quel giochino
che tanto gli piace. Non forzare comunque mai la
mano. Anche quando si esce per i bisogni consueti, è
meglio non evitare gli altri, visto che tanto il cane in
questione non ha paura dei cospecifici; può essere
importante però che veda, anche da lontano, i padroni
senza però che questi lo chiamino o tentino di toccarlo;
se poi è possibile lasciarlo sciolto (sempre che non
esistano pericoli quali macchine vicine ecc....e l'area
sia ben recintata) è bene farlo, pregando sempre gli
altri umani presenti di lasciarlo fare e non
avvicinarsi. E’ importante anche che il proprietario
non abbia aspettative troppo alte riguardo ad un
possibile cambiamento caratteriale del proprio cane, non
perché questo potrebbe non avvenire ma perché, la
ristrutturazione di schemi mentali e di coping richiede
ovviamente tempi molto lunghi. Magari pensate che con
la vostra cagnolina siete stati un po’ fortunati, ma
questo non vuole certo dire che lei non sia un ottima
compagna di vita! Se non la potrete portare a fare
shopping non credo le vorrete meno bene. La sua
“riservatezza” la rende comunque speciale, sicuramente
più sensibile della maggior parte dei bouledogue
francesi, che di solito sono dei veri “manfani” al
riguardo (il mio compreso: è un vero demonio quando si
tratta di dolcezza e sentimenti...e le figlie non sono
da meno!). E’ possibile che la piccola migliori
pochissimo nei suoi atteggiamenti o magari non migliori
affatto, ma questo non vorrà dire che sia una cattiva
cagnolina nè che voi siete dei cattivi proprietari:
spesso, come accade con le persone stesse, noi tendiamo
a farci un'idea di come gli altri dovrebbero essere per
soddisfare le nostre aspettative (come dovrebbero essere
i buoni genitori, i buoni amici, i buoni fratelli, i
buoni cani), e troppo spesso ci dimentichiamo che ognuno
è diverso e per questo può non assomigliare affatto a
ciò che ci aspettavamo. Ciò non vuol dire che sia un
cattivo genitore o amico o compagno peloso: è solo
diverso con magari delle caratteristiche che nemmeno
avevamo preso in considerazione ma che ci rendono
felici. Magari la vostra cagnolina non sarà mai una
piccola boxer in miniatura, non sarà estroversa con gli
altri ma saprà (ne sono sicura) regalarvi tanta gioia,
chiedendo in cambio un routine stabile e
sicura.

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