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Anzitutto va ben
precisato che chi si occupa di psicologia canina NON deve essere per forza
addestratore o istruttore cinofilo; il lavoro dello psicologo canino non è
quello di educare il cane in senso stretto, bensì quello di renderlo un buon
membro della famiglia umana, cercando di lavorare sia con il
padrone, sia con il cane.
Lo psicologo canino
non è quindi un addestratore, ma potrà lavorare con gli istruttori cinofili al
fine di aiutare i padroni nell’educazione del proprio amico peloso.
Per questa professione
non ci sono corsi di laurea, molti vi arrivano per strade diverse: io sono
laureata in psicologia umana ed ho approfondito i mie studi in comportamento
animale tramite la psicobiologia e l’etologia comparata, altri mie colleghi
invece sono biologi altri ancora veterinari, nel tempo tutti quanti però abbiamo
approfondito lo studio del comportamento animale.
La propria formazione
principale comunque, aiuta nel dare un taglio particolare al lavoro, cercando
di sfruttare al massimo le proprie competenze.
In Inghilterra ed
America la psicologia canina nasce dalla psicologia umana ed a tutt’oggi è territorio
quasi esclusivo degli psicologi, in quanto questa figura professionale diviene
l’anello di congiunzione tra il proprietario ed il cane.
Il bravo psicologo
canino dunque dovrà conoscere il comportamento di quest’animale tanto quanto
quello umano, per poter capire le dinamiche relazionali che fanno di un padrone
un “buon padrone” e di un cane un “buon cane”.
Il campo applicativo
professionale, di quanti si avvicinano alla psicologia canina, è vasto; molto
dipende però dagli studi affrontati durante le propria formazione.
Chi viene da una
formazione più biologico-scientifica, potrà meglio lavorare su quelle che sono
le patologie comportamentali devianti dell’animale e quindi affiancare i
veterinari negli ambulatori o nei consultori comportamentali; chi invece
proviene da studi più umanistico-scientifici, potrà coadiuvare le altre figure
professionali che si occupano di animali d’affezione avendo però un occhio di
riguardo verso la relazione uomo-cane, ovvero cercando di mediare tra le
esigenze del cane e quelle del padrone.
Non dimentichiamoci poi che
oggi come oggi, solo chi ha competenze psicologiche umane ed animali, può
accostarsi a terapie nuove come la pet-therapy.

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