Psicologia canina.it

 

a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

Home

Biografia

Ricerche

News

Contatti

Articoli

i Libri

Links

 
Ad ognuno il suo
Articolo del mese
Perché chiedere aiuto allo psicologo canino
Scegliere un cane
A domanda risposta
I consigli dell'esperta
L'angolo della cinofilia

Webmaster: Federico Vinattieri

 

PAI, MUPS O PUGS….COMUNQUE CARLINI!

Razza conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, il carlino è un cane dalle mille qualità.

La taglia piccola ed il suo carattere gioviale lo rendono il compagno perfetto per quanti vogliono una simpatica canaglia per casa!

pug
Il carlino nel suo sport preferito…il gioco!

carlino
Espressione seria di un carlino adulto mette in risalto la splendida cesellatura  del muso e della testa.

 La sua storia: adorato ed amato da Oriente ad Occidente.

Cani molto simili ai carlini dei nostri giorni si ritrovano già in manufatti orientali risalenti a 3000 anni fa. E’ infatti in seno alla grande cultura cinese, che la storia nel piccolo molossoide pare avere inizio.

Il Carlino, chiamato nella Cina “Pai”, assunse un significato mistico ed era venerato ed accudito con amore, nelle caste più elevate della società. La Cultura del tempo dava un valore sacrale a questo piccolo cane, che per questo veniva raffigurato all’ingresso dei templi a guardia ed a protezione del potere e le rughe che gli esemplari riportavano sulla testa, erano considerate ideogrammi magici.

Veniva allevato all’interno della Città Imperiale, dove tutto gli era permesso. I quadri lo ritraevano nascosto nelle maniche dei chimoni delle donne o seduto su veri e propri troni.

La giovialità di questa razza ed il suo muso enigmatico, lo fecero ben presto apprezzare anche in Europa.

Probabilmente furono Olanda e Spagna, aventi rapporti commerciali con l’Oriente, a portarlo nel vecchio continente. Ma l’Olanda, che ancora oggi ne rivendica la paternità almeno nella nostra Europa, fu la vera patria del Carlino, che qui prese il nome di Pug.

Amato soprattutto dall’aristocrazia, il piccolo cane compatto ma corposo, dalla testa cesellata, divenne il compagno ufficiale della casata di Guglielmo III, con il quale varcò lo stretto della manica per approdare in Inghilterra. Lezioso e spiritoso fin da quei tempi, le cronache raccontano che i Pugs della corte d’Orange portassero al collo, con naturalezza, vistosi fiocchi arancio, proprio per distinguerne la casata.

Anche in Francia, il carlino fu cane di corte. Introdotto nella Parigi di Luigi XV, si dice che le dame lo nascondessero sotto le enormi gonne di crinoline. La stessa Maria Antonietta sembra ne possedesse uno che l’accompagnò anche sulla ghigliottina.

Legato quindi agli eccessi dell’aristocrazia, il piccolo molosso quasi sparì dopo la rivoluzione, per poi tornare in auge sotto il Direttorio, accanto alle donne Bonapartiste. Ben presto però il cuore dei francesi fu tutto per un altro piccolo molossoide: il bouledogue francese.

Nel nostro paese, anche se conosciuto da molto, solo negli anni settanta il Carlino conosce la notorietà che merita, divenendo, ancora una volta, il cane per quella che oggi si potrebbe considerare l’”aristocrazia moderna”: lo star system.

 

Psicologia: piccolo di mole ma grande di simpatia.

Il Carlino è il cane da compagnia per eccellenza! Sempre allegro e vivace, sa animare le sue giornate. La maschera scura del muso rendono tipiche le sue espressioni, che sono un mix di goffaggine ed vivacità intellettiva.

Come molti altri molossoidi, il piccolo Carlino è molto intelligente e vispo, apprende con facilità e si adatta facilmente ai cambiamenti della vita.

Ama molto la compagnia, sia umana che di altri animali, con i quali convive senza troppe difficoltà.

Il suo carattere è estroverso e coccolone, tanto che, pur amando molto il proprio padrone, non distegna le affettuosità degli estranei.

Di solito poco aggressivo, ama ricevere visite ed accoglie tutti con feste ed ilarità.

La sua forte curiosità verso tutto ciò che lo circonda, gli fa assumere atteggiamenti particolari che riescono a strapparci sorrisi; ama molto stare davanti alla tv o dormire con la testa sul cuscino ed usa il contatto oculare come mezzo privilegiato per entrare in rapporto con il mondo umano.

Ha una grande memoria, per questo i suoi amici sono sempre ben ricompensati di effusioni anche se da molto tempo non li incontra.

La sua simpatia è indubbia: lo sguardo vivido dei suoi occhi scuri e le caratteristiche smorfie del muso, contornato da rughe , sono il suo lasciapassare per la nostra benevolenza!

Tutto questo rende il Carlino un ottimo amico dei bambini: equilibrato ma brioso, sa essere un vero “giocattolo vivente” per quanti bimbi abbiano la fortuna di condividere con lui la propria vita.

Il padrone giusto: quando l’esigenza canina incontra l’uomo.

Il Carlino, visto il suo temperamento docile, la mole ridotta ed il pelo corto, si adatta bene a vivere nei nostri appartamenti. Ama molto la presenza umana, per questo gradisce molto di più essere portato fuori, che avere libero accesso ad un giardino.

Portarlo a spasso è una vera gioia: se ben educato, il piccolo impara velocemente la condotta  a guinzaglio e le camminate diventano una svago per entrambi, cane e proprietario! La sua simpatia poi, lo rende un vero catalizzatore di attenzioni, alle quali egli risponde con affettuosità che vi fanno guadagnare al padrone nuove amicizie.

Per questo è un cagnolino che ben si presta per le persone anziane. La sua mole ridotta lo rende facile da gestire anche per chi non ha più molta forza  e la dolcezza che è disposto a donare al suo padrone, possono aiutare gli anziani che spesso sentono su di sé un senso di abbandono ed inadeguatezza.

La sua vivacità, se bene da una parte sia fonte di gioia per noi, può essere un arma a doppio taglio per quanti invece non amano le smancerie e vogliono un cane più indipendente. Il carlino è infatti molto richiestivo, vuole e cerca il contatto fisico ed in certi casi, più risultare insistente.

Non è quindi adatto per chi non ama la vicinanza del suo amico peloso sul divano mentre guarda la tv o legge un libro.

Nonostante la mole ridotta, non bisogna pensare che questa razza sia cagionevole, ma anzi sopporta bene gli inverni rigidi ed all’occorrenza accetta bene il cappottino, che porterà con una dignità regale, forse ricordo atavico della sua permanenza nei fasti delle corti europee.

Quello da cui va invece salvaguardato è il caldo eccessivo. Come tutti i molossoidi, la canna nasale corta lo porta ad un respiro difficile, soprattutto in situazioni di caldo estremo. La stessa conformazione del muso, così schiacciato, porta il cane ad essere un potente russatore.

Anche il peso è da tenere sotto controllo. Voraci per natura, possono tendere all’obesità, per questo una dieta equilibrata e pochi “sgarri” sono di rigore.

Il temperamento così tranquillo lo rende facilmente adattabile alle condizioni della nostra vita moderna; che voi andiate al mare in una casa a lui sconosciuta o che lo portiate in camper, non troverà alcuna difficoltà a prendere i nuovi ritmi, basterà avervi vicino.

Per lo stesso motivo, qualora il proprietario non possa portarsi appresso il piccolo amico, questo sarà ben felice di soggiornare presso un amico di famiglia a lui conosciuto, aspettando il suo ritorno.

Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti

Vuoi saperne di più sullo standard di questa razza, visita il sito www.agraria.org/cani.htm

 

Torna alla rassegna articoli