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a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

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UN GIOIELLO ITALIANO: IL PICCOLO LEVRIERIO

Come la pietra più preziosa, il diamante, è capace con la sua durezza di tagliare il vetro più spesso ed allo stesso tempo di frantumarsi in mille cristalli brillanti se solo percosso nel suo punto di rottura, così il piccolo levriero italiano racchiude in sé potenza e fragilità: la potenza dei suoi guizzanti muscoli, scolpiti su ossa sottili.

Mirabilmente “costruito dalla natura” per correre veloce come il vento, ha da sempre saputo adattarsi ai ritmi meno frenetici della vita umana.

levrieri

Piccoli levrieri in relax! Allev. Batter d’ali (Roma)

levriero

Splendido profilo di Batter d’ali Polpettina, mentre si gode il sole, in braccio alle sua padrona.

La sua storia: dalla preistoria, alle grandi corti rinascimentali, fino ai nostri giorni.

La storia del più piccolo tra i levrieri, va ricercata molti e molti secoli fa. Già tra i reperti preistorici infatti, si ritrovano scheletri di cani del tutto simili a questo nostro piccolo amico. Veloce e leggero, era presumibilmente usato, nelle regioni dell’Asia minore, come aiuto nella caccia. Da qui poi si è diffuso in gran parte del mondo, rimanendo comunque del tutto simile a come noi lo conosciamo oggi.

Il suo nome sembra da sempre essere legato alla nobiltà, che si è susseguita nel nostro genere umano: da Cleopatra a Giulio Cesare, da Carlo I d’Inghilterra a Federico Il Grande, il piccolo levriero è stato ammesso nelle più prestigiose corti di tutti i tempi!

Forse per la sua eleganza o per le molteplici funzioni che poteva ricoprire, nel Rinascimento era una delle razze più diffuse sul nostro territorio, tanto da meritarsi l’aggettivo “italiano” nel suo nome.

La sua diffusione dura anche per tutto il novecento, dove compare in molti dipinti e foto d’epoca: con il suo corpo affilato e sinuoso, lo sguardo dolce ed il portamento fiero, ben si unisce ai simboli stessi dell’eleganza della “Belle epoque”.

Ad oggi è molto conosciuto all’estero, ma rimane poco apprezzato nella nostra, e sua, terra natale. Legato al concetto di lusso ed alle grandi dinastie ereditarie, che lo hanno nel passato allevato con passione, è sicuramente una razza da valorizzare e riscoprire.

Un lusso amorevole che tutti noi possiamo permetterci!

Temperamento: fragile solo nell’aspetto.

Il suo aspetto piccolo e fragile, ci trae subito in inganno: il piccolo levriero italiano non è una scultura di cristallo!

Il suo temperamento è forte e determinato, a dispetto appunto della sua corporatura così minuta.

Anche il suo caratteristico tremore ce lo fa immaginare come una creaturina timida ed indifesa, ma chi con lui condivide la casa sa quanto questa immagine sia errata

Il piccolo levriero italiano è infatti un cane di gran temperamento, docile ma risoluto, determinato ma equilibrato.

Più tenero e meno indipendente verso il proprio padrone, rispetto ai suoi cugini levrieri di mole maggiore, sa intraprendere con lui un vero e proprio rapporto di attaccamento che, se assecondato eccessivamente, può scaturire in un affetto morboso.

Anche se la natura lo ha dotato di tutte le caratteristiche per essere un provetto corridore, sa adattarsi benissimo allo stile casalingo delle nostre case: ama dormire su divani e poltrone e nei mesi più freddi essere coperto da plaid, letteralmente acciambellato vicino al suo compagno umano.

Soffrendo molto il freddo, a causa nel suo mantello liscio ma non molto folto e della sua pelle fine, non ama nemmeno uscire quanto il tempo si fa un po’ rigido, ma di contro accetta di buon grado il cappottino!

La sua tendenza all’ozio lo possono rendere un po’ abulico se non è ben stimolato dal padrone.

E’ un cane molto pulito per indole e con il suo mantello vellutato, è facilmente gestibile anche dai proprietari stessi, che non sono obbligati a spazzolature settimanali, se non nei periodi di muta.

Se è vero che quindi il piccolo levriero è forte ed equilibrato per carattere, è un evidenza altrettanto lampante che la sua struttura ossea è comunque da tenere di conto.

Nato per essere leggero, il suo apparato scheletrico è esile e la massa muscolare potentissima, dunque merita le dovute accortezze ovviamente quando il cane è ancora cucciolo.

Il padrone giusto: quando l’esigenza canina incontra l’uomo.

Le numerose qualità di questa razza, così poco conosciuta ed apprezzata nel nostro paese, la rendono adatta a molte realtà familiari.

La sua mole piccola, il pelo raso e la sua tendenza a favorire una vita sedentaria, lo rendono un cagnolino adatto per tutte quelle persone che, pur vivendo in appartamento, non vogliono rinunciare ad avere con sé un amico a quattro zampe.

Ogni sua caratteristica racchiude in sé un pregio ed allo stesso tempo un possibile difetto, che vale la pena analizzare attentamente prima della scelta della razza stessa.

La piccola mole e la sua leggerezza, lo rendono un cane gestibile anche per persone anziane, che non hanno più la forza di portare a guinzaglio un pastore tedesco, ma che vogliono avere l’affetto di un cane accanto. Allo stesso tempo lo scheletro tanto esile merita adeguate accortezze: niente salti o traumi ossei, che risultano di difficile guarigione in questi piccoletti, o corse stremanti su sentieri accidentati

Il pelo raso, gioia dei padroni più pigri a prendere in mano pettini e spazzole, è sicuramente una dote, ma allo stesso tempo rappresenta un possibile ostacolo. Se abitate in zone fredde, ricordate infatti che il piccolo levriero, proprio per il suo manto vellutato ma totalmente privo di sotto pelo, poco sopporta le temperature di inverni rigidi. Se quindi la vostra città è fredda ed umida, meglio pensare ad un’altra razza.

Lo stesso attaccamento che il piccolo levriero richiede al suo compagno umano, va in qualche misura assecondato: è un cane coccolone e ha bisogno di un contatto fisico abbastanza frequente. Se quindi non amate addormentarvi davanti alla televisione con la testa del vostro cane sulle gambe, o se conducete una vita che vi porta spesso a lasciarlo solo, dissuadetevi nel volere con voi un levriero italiano. La sua indole dolce e la sua tenerezza d’animo richiedono al proprietario una sua presenza attiva all’interno della coppia.

Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti

Un ringraziamento speciale a Agnese Spaziani, allevatrice (all. Batter d’ali -Roma- ) ed esperta di questa magnifica razza; senza i suoi consigli questo articolo non sarebbe stato completo.

Vuoi saperne di più sullo standard di questa razza, visita il sito www.agraria.org/cani.htm