Psicologia canina.it

 

a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

Home

Biografia

Ricerche

News

Contatti

Articoli

i Libri

Links

 
Ad ognuno il suo
Articolo del mese
Perché chiedere aiuto allo psicologo canino
Scegliere un cane
A domanda risposta
I consigli dell'esperta
L'angolo della cinofilia

Webmaster: Federico Vinattieri

 

BOULEDOGUE FRANCESE:

IL MINI BULLDOZER

Le sue dimensioni ci ricordano un cane da compagnia, ma l’ossatura e la sua muscolatura ci fanno pensare ad un molossoide in miniatura.

Scopriamo insieme questa razza ancora oggi poco conosciuta in Italia, che merita di essere meglio apprezzata.

Gessica e Van Gogh dell’Akiris (propr. Dott. Saverio Mariotti www.deldavid.it)

Ad un primo sguardo sembra quasi uno scherzo della natura!

Più massiccio di un carlino e meno accigliato del suo “cugino” inglese, il Bouledogue francese, con il suo sguardo vivace e la sua prorompente corporatura, unisce in sé simpatia e maestosità.

Dal cane da compagnia ha acquistato la docilità, mai però sottomissione devota, l’affidabilità e la dolcezza; del molossoide ha conservato l’aspetto “massiccio”, la fierezza e l’indomito cuore

Nasce così un connubio perfetto che fa, di questo cane, il compagno ideale per quei padroni che cercano una tranquilla compagnia, ma che non vogliono rinunciare ad avere “un cane a guinzaglio”.

Con un peso che oscilla dai 15kg delle femmine ai 18 dei maschi, non è certo infatti il tipico cagnolino da portare in braccio o da coccolare in una borsetta.

Anche se quindi, tra tutti i cani da compagnia, la sua mole è ragguardevole, rimane pur sempre un compagno dalle dimensioni ridotte, ottimo perciò se si cerca un “amico peloso” con cui condividere un appartamento.

LE ORIGINI: UN CASO FORTUITO DEGLI EVENTI

Come il suo aspetto così insolito, anche la storia del bouledogue francese appare piena di imprevisti e singolarità.

Legata a doppio filo con quella del bulldog inglese, l’epopea di questa razza comincia nell’Inghilterra dell’ottocento.

Abolita la lotta tra i cani inglesi ed i tori, gli allevatori dell’isola oltre manica abbandonarono quasi del tutto l’allevamento della razza autoctona. Solo i veri appassionati di questo cane, simbolo ormai dell’Inghilterra stessa, continuarono, con soli soggetti puri, a riprodurre campioni di alta genealogia.

Altri invece, cominciarono ad incrociare il bulldog con altre razze, quali il carlino ed il terrier di Manchester, cercando di selezionare soggetti più piccoli, amabili e ovviamente meno cari!

Fu così che, un po’ per fortuna ed un po’ per caso, in soli tredici anni si arrivò ad avere esemplari chiamati toy-bulldog, che sempre più si allontanavano dal bulldog inglese e sempre più si avvicinavano a quello che oggi conosciamo come Bouledogue francese.

Ma la fama di questi nuovi soggetti, poco durò tra gli inglesi del tempo; troppo affezionati al loro cane nazionale, finirono per vedere nel nuovo esemplare solo uno scarto della grande razza britannica.

Come velocemente il toy-bulldog aveva conosciuto un’inaspettata notorietà, così, altrettanto velocemente, fu bistrattato fin alla radiazione dalla lista delle razze riconosciute.

Abbandonati i fasti di esposizioni ed i riconoscimenti nazionali, i nuovi soggetti, ritenuti solo esperimenti mal riusciti, furono venduti per pochi soldi come semplici cani da casa.

Fu proprio da questo declino e dalla fortuita casualità degli eventi, che il nostro beniamino andò incontro alla sua meritata affermazione.

Amico fidato dei ceti più bassi, il cagnolino passò la manica con i numerosi operai che, sull’onda della industrializzazione, cercavano in Francia posti di lavoro.

Fu così che la patria adottiva gli offrì il meritato riscatto, facendolo diventare il compagno gradito dei salotti parigini.

Tanto fu grande la sua fama tra i francesi che, questi ultimi, vollero legare per sempre la loro nazione all’immagine di questo cane, che per ciò fu allevato con il nome di bouledogue francese.

La stessa Inghilterra, che un tempo lo aveva “esiliato”, cominciò ad apprezzarne i numerosi pregi, tanto che il Re Edoardo VII ne acquistò un esemplare direttamente oltre manica.

Il piccolo cagnolino, si diffuse velocemente in tutta Europa e la sua storia andò ad intrecciarsi magicamente con quella dei suoi famosi proprietari e con le avventure e disavventura del secolo passato.

o troviamo dunque a Vienna nel salotto della famosa sig.ra Sacher, eccentrica nobildonna che, non solo si dilettava in cucina, ma amava fumare sigari e, si racconta, non lasciasse mai soli i suoi bouledogue francesi.

Il nome di un altro esemplare di questa razza, sicuramente meno fortunato dei “parenti” viennesi, fa la comparsa sul funesto libro degli imbarchi del Titanic: un allevatore francese partì per l’America con moglie e cane al seguito ed al momento del tragico affondamento, messo nella condizione di decidere se gettare a mare una cassetta di preziosi appartenuti alla consorte o il cagnolino, si racconta che non esitò un istante a dare alle onde i gioielli.

Come per i grandi personaggi della storia umana, leggenda e verità si fondono per creare il mito; in questo caso, il mito di una razza, di un cagnolino che dal niente diventa un prototipo di bellezza e fedeltà che arriva, immutata, fino ai nostri giorni.

PSICOLOGIA DI UN BULLDOZER IN MINIATURA

Nato dall’incontro tra razze differenti, il bouledogue mantiene vivo in sé varie peculiarità, che ne ha fatto un compagno unico ed inimitabile.

L’incontro con un cane da compagnia per eccellenza come il carlino, lo ha “ammorbidito” nei lineamenti, facendoli perdere quello sguardo severo ed “imbronciato” ereditato del bulldog inglese. Ne ha ovviamente ridotto la mole e gli ha regalato quel carattere allegro e vivace che tanto lo fanno apprezzare da chi ha il piacere di fare la sua conoscenza.

Socievole per natura, il bouledogue ama la compagnia di altri cani e difficilmente diventa l’attacabrighe del branco.

Nonostante i numerosi incroci e le ormai innumerevoli generazioni, sono ancora presenti, nel suo temperamento, dei caratteri tipici del bulldog. Dal suo atavico genitore sembra infatti abbia ereditato, non solo la mole un po’ tozza e tarchiata, ma anche tratti fondamentali, quali l’audacia ed il coraggio.

Sebbene quindi l’immagine che si ha di questo cagnolino sia il connubio perfetto tra vigore fisico ed equilibrio temperamentale, non va dimenticato che, nelle vene del nostro mini-bulldozer, scorre sangue di terrier, che lo rende un cane determinato, fino quasi a divenire testardo.

IL PADRONE GIUSTO:

QUANDO L’ESIGENZA CANINA INCONTRA L’UOMO

Abitate in una metropoli e non avete un solo centimetro quadrato che rassomigli vagamente ad un giardino, ma non per questo volete rinunciare alla compagnia di un “amico peloso”?

Vivete in un appartamento, ma non volete un cane che rischiate di perdere nei vostri 100mq?Vivete in un appartamento, ma non volete un cane che rischiate di perdere nei vostri 100mq?

Non fate parte di quella categoria che ama le lunghe passeggiate, siano esse alla scoperta di luoghi inesplorati o più semplicemente tra i vicoli della vostra città?

Bene: il bouledogue francese è il cane che fa per voi!

Di mole medio piccola, si abituerà facilmente a dividere con voi il vostro appartamento…anche se alle volte, “disturbandolo” mentre sonnecchia, al suo sguardo bieco di risposta vi chiederete se non siete voi gli ospiti e lui il proprietario!

Il suo carattere allegro, ma mai invadente, lo rende un “discreto” membro della famiglia; magari non vi seguirà per la casa come farebbe un boxer o un barboncino, ma al momento giusto sarà capace di farsi sentire con quel “borbottio” unico della sua specie!

Ama giocare e talvolta, con la sua mole non proprio da chihuahua, può risultare un po’ maldestro. Mai petulante, adorerà in ogni caso ricevere le vostre coccole e se anche qualche volta non sarete in vena di smancerie, con i suoi occhi, saprà essere così caparbiamente dolce che non potrete far a meno di carezzarlo.

Figlio atavico di terrier, ha un carattere che lo rende un buon guardiano della casa; sempre ben attento a tutto quello che gli succede intorno, non esiterà ad avvisarvi con il suo abbaio cupo, se dei rumori non lo convinceranno.

La sua mole piccola, ma non gracile, lo rendono un buon compagno di brevi passeggiate, l’amico con cui condividere le commissioni quotidiane. Data la sua innata intelligenza, sarà anche facile insegnarli i comandi basilari per renderlo un cane educato e gestibile in diverse occasioni, anche quando deciderete di portarlo con voi per negozi!

Non dovrete però pretendere dal bouledogue, che vi accompagni in lunghe camminate, specialmente d’estate: tendenzialmente un po’ sornione, sofferente alle alte temperature estive e dotato di una canna nasale corta, preferirà di gran lunga riposare su di una poltrona, al fresco della vostra aria condizionata.

Il suo mantello non richiede cure particolari e quindi non sarete schiavi di toilletature e bagni settimanali. Per mantenere il suo pelo sempre lucente vi basterà un’ora di spazzola ogni quindici giorni circa; e quando alla fine arriverà il fatidico giorno del bagno, vi basterà usare la vostra vasca per farlo sembrare in una piscina!

Essendo docile per natura, il bouledogue è un cane che può essere ben gestito anche da quanti, con un po’ di timore e tanta gioia, si apprestano, per la prima volta , a dividere con un “amico peloso” il lungo sentiero della vita.

Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti

Vuoi saperne di più sullo standard di questa razza, visita il sito www.agraria.org/cani.htm