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a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

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Webmaster: Federico Vinattieri

 

LO PSICOLOGO CANINO: CHI E’ COSTUI?

Girovagando per l’immenso mondo virtuale di internet, molti sono i siti dove si posso reperire consigli e nozioni sul comportamento canino, su quello che più giusto fare per educare il nostro amico e su quali possono essere i disturbi comportamentali da lui riportati.

Molti esperti del campo sono, in primis, veterinari, poi addestratori, biologi e quanti altri, pur non avendo lauree appropriate, hanno una decennale esperienza alle spalle, fatta sui campi d’addestramento sotto la guida di ottimi maestri statunitensi ed inglesi.

Questi professionisti sono degli ottimi etologi, ossia esperti di comportamento animale ed il loro apporto è fondamentale quando si parla dell’educazione e del comportamento del nostro amico a quattro zampe.

Ma cosa succede se allarghiamo il nostro orizzonte?

Cosa succede se prendiamo in considerazione non solo il cane, ma anche il suo padrone ed in particolare tutta quella rete sociale ed affettiva che li rende i membri unici di questa diade (padrone-cane)?

Ovviamente per far ciò necessitano competenze più specifiche, capaci di spiegarci, non solo il comportamento manifesto del cane, ma anche il comportamento (manifesto e non) del padrone.

Ecco quindi che lo psicologo canino entra in campo: questa nuova figura ha in sé i requisiti adatti per poter valutare la diade cane-padrone, le sue dinamiche e gli eventuali scompensi che si possono creare; scompensi che, in un buon numero di casi, sono causati da una cattiva gestione del cane da parte del padrone o da un investimento eccessivo che è stato fatto sull’animale.

Non va mai dimenticato infatti che il padrone spesso, tende ad attribuire al cane pensieri o atteggiamenti che sono propri della sfera umana; inoltre capita sovente che lo stesso padrone, o la famiglia di cui fa parte l’animale, attribuisca ad esso un ruolo sociale che non può e non deve appartenergli.

Essere in grado quindi di capire il proprietario, non solo nei suoi atteggiamenti manifesti, ma anche in un senso psicologico più profondo, può sicuramente aiutare a comprendere e migliorare il rapporto che questo ha con il cane, cercando di modificare così anche atteggiamenti “sgradevoli” che l’animale può manifestare.

Rivolgersi ad uno psicologo canino vuol dire soprattutto mettersi in gioco come padroni; cominciare a pensare che, se il proprio cane ha comportamenti “particolari”, questi possono essere derivati da una cattiva relazione che l’animale ha con il suo padrone.

Rivolgersi allo psicologo canino vuol dire soprattutto cambiare la prospettiva delle cose, cominciando a capire l’importante ruolo umano all’interno della vita del proprio amico peloso.

CANE E PADRONE SUL LETTINO: LE VISITE.

Spesso il proprietari di cani che manifestano problemi comportamentali vengono inviati dei veterinari o da addestratori allo psicologo canino quando, dopo aver provato vari “rimedi”, nessuno è venuto a capo del problema stesso o, molto più spesso, dopo il ripresentarsi del comportamento indesiderato del cane.

Molti padroni sono reticenti nel chiedere aiuto ad una figura così particolare come quella dello psicologo, in quanto partono del presupposto che è IL CANE che deve essere “curato” e non il proprietario. Molte volte però l’intervento in questione si rivela sostanziale per un cambiamento positivo della situazione che si è venuta a creare nella coppia uomo-cane.

Ma come si svolgono le visite dello psicologo canino?

In linea di massima, dopo il primo contatto del tutto informativo, lo psicologo vi chiederà di fissare un appuntamento nell’habitat abituale del cane: la vostra abitazione.

Le prime sedute, dove è auspicata la partecipazione di tutti i membri della famiglia, sono del tutto esplorative e lo psicologo, non solo osserverà il comportamento del cane ma anche quello con il quale lui e voi vi rapportate.

Acquisirà anche delle informazioni circa la vostra famiglia, sul perché e chi ha deciso di prendere un cane, sulle vostre abitudini, sulla vostra routine quotidiana.
Alcune domande vi potranno sembrare fuori luogo o poco attinenti allo scopo dell’incontro, ma servono a far comprendere bene le varie dinamiche che entrano in gioco nella famiglia dove è inserito il cane: più queste saranno chiare per lo psicologo, più sarà facile capire in che modo aiutare voi ed il vostro amico peloso a risolvere i problemi.

Dopo il primo incontro si focalizza l’attenzione sul problema esplicitato nella richiesta di aiuto e verranno fissate delle sedute di solito con cadenza settimanale dove il cane ed il proprietario incontrano lo psicologo ed insieme cominciano a lavorare.

Il lavoro e la metodologia di intervento varia molto a seconda della problematica da affrontare: alle volte è necessaria solo l’acquisizione di alcuni accorgimenti da parte del padrone e della famiglia perché la situazione si risolva, altre volte serve un vero e proprio “corso” per capire come comportarsi con il nostro amico, come stabilire con lui un rapporto sano e equilibrato, cercando così di risolvere la problematica affrontata alla base.

Lo psicologo quindi non sarà altro che un anello di congiunzione tra voi ed il cane, tra il mondo umano e quello canino.

Un buono psicologo canino dovrà essere in grado di farvi entrare nelle “zampe” del vostro cane, perché se sarete capaci di capirlo, saprete anche apprezzarlo nella sua unicità, con i suoi innumerevoli pregi e qualche difetto da mitigare!

Dall’altro lato, non dovrete mai dimenticare che, per la sua stessa formazione, lo psicologo saprà ascoltare e capire le possibili implicazioni emotive che vi portano ad avere atteggiamenti sbagliati verso il vostro amico peloso: non abbiate paura di aprirvi con lui, il suo dovere deontologico lo obbliga al rispetto della vostra privacy.