Psicologia canina.it

 

a cura di Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti

 
 

Home

Biografia

Ricerche

News

Contatti

Articoli

i Libri

Links

 
Ad ognuno il suo
Articolo del mese
Perché chiedere aiuto allo psicologo canino
Scegliere un cane
A domanda risposta
I consigli dell'esperta
L'angolo della cinofilia

Webmaster: Federico Vinattieri

 

Doggy-Fashion-Victim

Non vi lasciate scappare un solo reportage televisivo sulle ultime sfilate di Parigi o Milano? Né, tanto meno, un’intervista con lo stilista più “cool” del momento?
Non c’è trafiletto, articolo o inserto riguardante cosa sarà “in o out” per la stagione futura, che non abbiate letto a tempo di record? Ogni anno cambiate qualche piccolo accessori del vostro “style”, per non perdere i “must” di tendenza?
Le parole “trendy”, “fashion”, “easy-style” e “glamour” escono dalla vostra bocca con naturalezza e sapete esattamente il loro significato socialmente riconosciuto?
Se ti riconosci in questa mini descrizione, non ci sono scappatoie, sei una Fashion-Victim! Amante del bello, ma più che altro capace di seguire le mode, in ogni loro direzione; la fashion-victim, come un camaleonte, riesce ad indossare livree sempre diverse, con la solita disinvoltura che la caratterizza.
La moda e ciò che fa moda, da sempre affascina l’uomo e la donna e seguirla non è certo un’innovazione dei nostri tempi. Se oggi a dettar legge sulle passerelle ci pensa il “made in Italy”, un secolo fa fu la Francia con le sue maison parigine e nell’Ottocento l’Inghilterra dei gonnelloni e dei bustini.
E’ inutile negare quindi che, un po’ tutti noi, anche inconsapevolmente e spinti da un sano egocentrismo, cediamo ogni tanto a qualche tentazione modaiola, sia essa la borsetta nel colore “must” della stagione (per lei) o il giaccone “easy-rider” di tendenza (per lui).

Fin qui tutto o.k. quindi, ma che succede se la nostra Fashion-Victim di turno, possiede un dolce quattro zampe? Ovviamente il piccolo peloso si trasformerà in un Doggy-Fashion-Victim!

Come un star, avrà anche lui i suoi accessori: maglioncini, impermeabili, porta sacchettini, cuccia; tutto in coordinato nel colore che più si combina al suo di pelo naturale.

In America è già una vera tendenza e sono sempre di più le boutique pensate solo per i pets. Si può trovare di tutto, dall’abbigliamento all’accessorio che non può mancare ad un vero Doggy-Fashion.

In fondo non è certo una novità: da quando il cane è divenuto un Vero animale da compagnia, un pets per dirlo all’americana appunto, ed ha abbandonato le cucce solitarie nel retro delle case, per stanziarsi sui divani e dividere con noi i momenti della giornata; nei negozi di animali si è sempre potuto trovare l’impermeabile super-cerato-inteccherito o il maglioncino dai colori più disparati: dal blu, al rosso, allo scozzese verdastro, fino ad arrivare alle fantasie più improponibili!

Se quindi l’uomo trova utile coprire e riparare dalle intemperie il proprio pets, per quale motivo non può farlo con “stile”? Ma quando si tocca questo tasto, le obiezioni sono molte, prima fra tutte quella che mette in risalto il fatto che i cani sono già stati forniti dalla natura di tutto ciò di cui hanno bisogno. In altre parole: possiedono la propria pelliccia quindi non hanno bisogno di cappottini, magliette eccetera.

Teoricamente il ragionamento non fa una piega, ma è pur vero che la natura ha selezionato il lupo per vivere fuori, nei boschi, nelle tane e non comodamente acciambellato sulle poltrone nei nostri appartamenti, dove il clima è più mite di quello che l’aspetta per l’uscita pomeridiana.

La pelliccia, ottimo strumento per il selvatico acclimatato alla natura, a poco serve per difendere i pets. Inoltre è bene differenziare anche la razza del cane: se per un husky il pull di pile è sicuramente un’esagerazione, per un dalmata o un carlino può essere indicato e salutare. Un’altra opposizione che viene mossa contro l’uso di “abiti” per i nostri amici pelosi, è di carattere più specificatamente “etico”, ossia il fatto che vestire un cane lo denigri, lo renda ridicolo. Ma agli occhi di chi?
Dei suoi simili? Di se stesso? Della nostra società? Possibile che, vedendo un cagnolino nel freddo di gennaio, rinvolto nel suo pile color pastello, qualcuno possa girarsi dall’altra parte disgustato? Questa tendenza, non potrebbe essere solo una dimostrazione tutta umana, di un attaccamento, di affetto?
Non è in uso nella nostra società, fare dei regali alle persone a cui teniamo, qualcosa che magari sia utile nella vita di tutti i giorni? Forse, comprare un impermeabile al proprio cane vuol solo dire che lo si ama e protegge. Se poi questo è color fuxia con qualche scritta luccicante e foderato di pile, che male c’è?